Portare il cane in ufficio nella musica sembra quasi un cliché: siamo il settore della creatività, della libertà, degli uffici che sembrano salotti. Ma dietro la foto carina per Instagram, c’è un tema profondo di cultura aziendale, rispetto degli spazi e produttività.
Un ufficio pet-friendly può essere il miglior acceleratore di benessere o la miccia per tensioni interne mai risolte. Negli anni ho visto cani dormire sereni nel backstage di un rave e altri creare il caos durante meeting decisivi con i legali.
Nella nuova puntata de “La Music Company che vorrei” analizzo questo tema a 360 gradi: costi occulti, benefici reali sulla salute mentale, zone grigie legali e perché, se decidi di aprire le porte agli animali, non puoi farlo “a sentimento”.
Se vuoi capire come trasformare un ufficio in un luogo dove le persone (e i loro cani) stanno davvero bene, puoi leggere qui la newsletter #008.
#LaMusicCompanyCheVorrei
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Sono Andrea Corelli, Professionista ed Advisor dell’Industria Musicale.
Da lunedì a venerdì condivido su Linkedin strategie, backstage o storie dietro una canzone. Il weekend mi godo il flow.
Se ti serve aiuto con il tuo artista, etichetta o progetto musicale, scrivimi. Ma ricorda: se vieni in ufficio da me, porta un biscotto per il cane.