Il caso di Conni e Fuzion ha scosso il settore: qualcuno ha clonato la voce di lei tramite AI e ha messo in vendita un brano “fake” su Apple Music.
Il sistema è rimasto a guardare.
Parliamo di un’appropriazione biometrica che scavalca ogni regola.
Spesso la colpa ricade sui distributori, ma tecnicamente è impossibile per loro intercettare un clone vocale se non lo hanno già in database.
I veri attori in gioco qui sono i DSP e le aziende che producono queste AI.
Ho raccolto una serie di riflessioni su come potremmo proteggere il talento umano: dalla tracciabilità preventiva (watermarking) fino a una proposta di Equo Compenso AI, per tutelare i musicisti anche quando i loro cloni finiscono nei set offline dei DJ.
L’obiettivo deve essere riportare il consenso dell’artista al centro del business, usando l’innovazione per valorizzare l’unicità invece che sostituirla.
–
Sono Andrea Corelli, Professionista ed Advisor dell’Industria Musicale.
Condivido su Linkedin strategie, backstage o storie dietro una canzone.
Se ti serve aiuto con il tuo artista, etichetta, progetto o startup musicale, scrivimi.