In trent’anni di industria musicale abbiamo visto i corridoi delle case discografiche svuotarsi, mentre i server si riempivano. Ho voluto mappare questa metamorfosi in un grafico che riassume trent’anni di “sangue e dati”.
Questo grafico è il risultato di un lavoro di “archeologia industriale” che ho fatto incrociando i bilanci ufficiali dal 1996 a oggi. È la mappa di come la musica è passata dal gigantismo degli anni ’90 all’oligopolio tecnologico di oggi.
Ci sono tre ere che hanno cambiato tutto:
- Digital Crisis (2000-2014): La pirateria ha letteralmente svuotato gli uffici. In quegli anni, lavorare in una major significava convivere con l’ansia dei tagli semestrali. L’unico modo per sopravvivere era fondersi: nascono colossi come Sony-BMG e Universal assorbe gran parte di EMI (un pezzetto va a Warner e le edizioni vanno a Sony/ATV).
- Streaming Boom (2015-2023): L’ossigeno. La monetizzazione digitale ha riportato fiducia. Abbiamo ricominciato ad assumere, ma cercando profili nuovi: data analyst e specialisti di algoritmi.
- Era dell’Efficienza (2024-2026): Quella che stiamo vivendo. Nonostante i ricavi record, la curva punta verso il basso. Le Major stanno investendo in IA e automazione per scalare senza pesare sui costi fissi.
Saper gestire un progetto musicale oggi significa dominare queste strutture snelle. La tecnologia ha smesso di essere un accessorio: ora è il motore che decide quanto e dove puoi correre.
–
Sono Andrea Corelli, Professionista ed Advisor dell’Industria Musicale.
Da lunedì a venerdì condivido su Linkedin strategie, backstage o storie dietro una canzone. Il weekend mi godo il flow.
Se ti serve aiuto con il tuo artista, etichetta, progetto o startup musicale, scrivimi.