Atul Gawande nel suo libro “Checklist – Come fare andare meglio le cose” parla di chirurghi e piloti, ma la logica si applica perfettamente a un festival o a un grande evento live.

C’è un’idea romantica e un po’ distorta del nostro lavoro: si pensa che tutto nasca dal genio, dall’improvvisazione, dal “buona la prima”. In realtà la magia che il pubblico vede sul palco è il risultato di un’esecuzione militare dietro le quinte.In un grande evento, migliaia di variabili devono incastrarsi in ogni istante: l’errore umano è dietro l’angolo. Una spina non attaccata, un permesso mancante, un check audio saltato: il disastro è a un passo.

La creatività e l’improvvisazione sono due cose completamente diverse. La checklist non uccide l’arte, la protegge. Ti permette di liberare la mente dalle procedure ripetitive per concentrarti su quello che conta davvero: l’emozione del pubblico.

Se sei uno startupper musicale o un organizzatore, non fidarti della tua memoria. Non fidarti nemmeno del tuo istinto quando la pressione sale. Scrivi tutto. Spunta ogni voce.

Perché nel nostro mondo, l’unica cosa peggiore di un errore è un errore che avresti potuto evitare con un semplice pezzo di carta e una penna.


Sono Andrea Corelli, Professionista ed Advisor dell’Industria Musicale.
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