“Ti faremo sapere”. Poi il silenzio. È un copione che nel nostro settore accettiamo troppo spesso come se fosse la norma.
Siamo ossessionati dalla precisione tecnica: un millimetro fuori posto sul palco è un problema, un secondo di ritardo in una release è un dramma. Eppure, quando si tratta di accogliere nuove persone, ci affidiamo al “freestyle”.
Non è solo una mancanza di cortesia. È un costo occulto che brucia l’asset più grande di una Music Company: la sua reputazione.
Nella nuova puntata de “La Music Company che vorrei” uscita oggi, ho messo nero su bianco il mio framework operativo per gestire la selezione in modo professionale.
I punti chiave:
✅ Perché la chiarezza attira talenti migliori e respinge la mediocrità.
✅ Il ROI della trasparenza: spendere ore prima per risparmiare mesi dopo.
✅ La checklist definitiva: Timeline, Media, Screening e gestione dei dati.
La verità è semplice: un’azienda che non sa spiegare come assume, difficilmente sa dove sta andando.
Per cambiare musica insieme. O almeno sognare di farlo.
Qui la newsletter #002.
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Sono Andrea Corelli, Professionista ed Advisor dell’Industria Musicale.
Da lunedì a venerdì condivido su Linkedin strategie, backstage o storie dietro una canzone. Il weekend mi godo il flow.
Se ti serve aiuto con il tuo artista, etichetta o progetto musicale, scrivimi.Siamo in un settore che vive di intuizioni, live notturni e release globali che non dormono mai.