Kevin Mitnick, l’hacker più famoso della storia, nel suo “L’arte dell’inganno“, che da nerd quale sono, non ho potuto non leggere, spiega che puoi avere il firewall più potente del mondo, ma se riesci a convincere qualcuno a darti la sua password, il sistema cade.
Si chiama ingegneria sociale.
La riflessione di oggi è proprio questa: è vero che l’industria musicale è guidata dai dati e dalla tecnologia (algoritmi, geolocal data, statistiche…), ma se dovessi pensare a cosa è più importante in questo mondo oggi è la stessa caratteristica di sempre: l’ingegneria sociale.
Nella filiera musicale, l’ingegneria sociale è ovunque:
➡️ la capacità di un A&R di far sentire un artista parte di una visione
➡️ la capacità di un ufficio stampa di “vendere” una storia prima ancora di una canzone
➡️ lo snippet di 7 secondi che ti frega perché tocca esattamente quella corda nostalgica o quel bisogno di appartenenza
Il marketing musicale moderno è, si potrebbe dire, un hackeraggio dell’attenzione umana.
Alla fine i dati sono solo il mezzo per capire dove l’anello della catena umana è più sensibile.
Il vero “hacker” della musica oggi è chi sa parlare alle persone, non ai server: puoi anche forzare un ascolto con una playlist, ma non puoi forzare un fan a innamorarsi.
#LibriVsMusica
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Sono Andrea Corelli, Professionista ed Advisor dell’Industria Musicale.
Da lunedì a venerdì condivido su Linkedin strategie, backstage o storie dietro una canzone. Il weekend mi godo il flow.
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