Nel suo libro “God is a DJ“, Joe T Vannelli tocca un punto fondamentale che vale per chiunque lavori nella musica, dal promoter all’A&R: l’empatia con il pubblico.

Ogni giorno osserviamo dati di Streaming e seguiamo trend sui social media, alle volte come se fossero la verità assoluta. Ma c’è una cosa che i dati non ci diranno mai: il “mood” della stanza.

Negli anni in cui facevo il DJ nei club, ho imparato che puoi avere a disposizione la hit del momento, ma se la metti nel momento sbagliato, la pista si svuota.

Nella filiera musicale accade spesso qualcosa di simile. Le strategie di lancio costruite in laboratorio, ignorando completamente il contesto sociale o il momento emotivo che sta vivendo il pubblico, hanno lo stesso effetto.

Ci dimentichiamo che la musica è un servizio alla collettività, un catalizzatore di energia.

Joe lo spiega bene: il DJ di successo è quello che sa quando è il momento di spingere e quando è il momento di rallentare. È una questione di tempismo e sensibilità.

Portare questa mentalità nel management o nel marketing significa privilegiare l’esperienza piuttosto che il prodotto. Significa capire che un progetto non deve solo “funzionare” tecnicamente, ma deve risuonare con chi lo ascolta in quel momento.

Non importa se stai organizzando un evento piccolo o gigantesco, se stai lanciando un singolo o un album. La regola non cambia: se non senti il battito della tua “pista”, stai mettendo dischi al buio.

#LibriVsMusica

Sono Andrea Corelli, Professionista ed Advisor dell’Industria Musicale.

Da lunedì a venerdì condivido su Linkedin strategie, backstage o storie dietro una canzone. Il weekend mi godo il flow.

Se ti serve aiuto con il tuo artista, etichetta, progetto o startup musicale, scrivimi.